studio da Jubiläum di George Tabori- spettacolo giugno 2010 Mediateca di S. Lazzaro (Bologna)
Perché parlare di Olocausto fuori stagione, quando esiste un giorno della memoria per farlo? Forse perché il testo che ho scelto per questo studio, parla del nazismo di oggi creando un ponte con il nazismo di ieri attraverso le voci dei personaggi “i morti” che andiamo a trovare in questo piccolo cimitero. Il teatro nel teatro dunque, dove le vittime “costrette a ricordare ciò che vorrebbero dimenticare” mettono in scena un passato che li riguarda tutti, sia sommersi che salvati, con raffinata leggerezza ed ironia.
studio da Tutti al Macello di Boris Vian - prova aperta febbraio 2011 ITC Teatro di S. Lazzaro (Bologna)
Esito di un percorso laboratoriale e di riscrittura del testo di Vian che vuole porre l’attenzione sulle caratteristiche surreali e grottesche della vicenda nella quale i personaggi appaiono come un gruppo di bambini crudeli, di burattini che giocano alla guerra fino ad esserne completamente sopraffatti e trasformarsi in “bouchers”, macellai appunto. Un Vaudeville, come lo ha chiamato Vian, una commedia leggera che ha in sé il germe della violenza, l’assurda logica della guerra dalla quale nessuno può sentirsi escluso e che porta quest’ armata Brancaleone ad un finale completamente reinventato, tragicomico e liberatorio per tutti.
studio sul Marat-Sade di Peter Weiss – spettacolo giugno 2011 Teatro Nostra Signora della Fiducia (Bologna)
Rileggere il Marat Sade oggi equivale a sfogliare le pagine dei quotidiani ritrovando nelle parole del popolo che chiede al potere costituito ciò che gli è stato promesso, le manifestazioni di piazza e le indignazioni di una crisi economica e morale che ha invaso i paesi della nostra storia contemporanea drammaticamente simile, nei modi e nelle azioni, a quella narrata dall’autore. L’ospedale di Charenton, dove sono rinchiusi i cosiddetti pazzi o i rifiuti della società, non agisce diversamente dai regimi che ghettizzano e imbavagliano coloro che credono nella libertà e nella convivenza pacifica delle diversità. Il risultato è il caos dentro al quale viviamo, il testo di Weiss un sostegno poetico e profondo per far emergere le nostre paure e la speranza in un’era migliore perché, come dice Einstein, L’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.
